November 3, 2009
Il crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione

Maria* Gelmini

Come la pizza. (via gravitazero)

O la mafia.

(via curiositasmundi)

November 2, 2009
itsalwaysaworkinprogress:

emmanuelnegro:

johnjoejosh:

via Tubal

dovrei riprendere la serie “antiche tradizioni italiane” mi sa.

itsalwaysaworkinprogress:

emmanuelnegro:

johnjoejosh:

via Tubal

dovrei riprendere la serie “antiche tradizioni italiane” mi sa.

Silvio Berlusconi, 12 marzo 2006: «Giuro da presidente del Consiglio che vado a casa un minuto dopo e esco dalla politica se dovesse venire fuori un documento di versamento, una dimostrazione di una donazione di 600 mila dollari a questo signor Mills».

Silvio Berlusconi, 31 ottobre 2009: «Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto».

Spergiuri
da Piovono rane di Alessandro Gilioli

Cosa farà quella iena di Ghedini a questo punto, dato che mi pare che se venisse condannato sarebbe sospeso da tutti i pubblici uffici?

(via sweetpotatopie)

(via batchiara)

(via mumblemumblr)

(via 3n0m15)

Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto…”. Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all’interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un “pestaggio” ai danni di un detenuto, quasi come fosse la “prassi”, un episodio che rientra nella “normalità” della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all’interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.
[…]
I più competitivi al mondo, sono gli scemi. Devono dimostrarsi l’un l’altro di esserlo un po’ meno.
dielle (via dielle)

A presto,
MAX (via maxfabrizi)

Cui prodest?

itsalwaysaworkinprogress:

curiositasmundi:

seia:

aleinolanda:

A chi giova, questo florilegio di scandali sessuali che si susseguono? Quando lo scandalo e’ uno, supponiamo il primo, quello di Berlusconi, l’attenzione e’ alta. Quando gli scandali diventano due, tre, quattro, l’attenzione e’ massima. Quando gli scandali si moltiplicano e riempiono i giornali, subentra il disgusto, la rassegnazione, l’oblio. E’ accaduto lo stesso con l’inchiesta Mani Pulite.


Due postille. Il tg1 di Minzolinchio ha ritrovato il senso della notizia e quello che prima era “volgare gossip”, relativamente a Berlusconi, oggi e’ notizia di rilievo. Che sorpresa.

Via Gradoli, la via dei trans, e’ una strada a uncino, trasversale alla Cassia, a poca distanza dal grande raccordo anulare. Estrema periferia, dietro quella schiera di casacce intorno all’uncino c’e’ il nulla per chilometri. Piu’ che discreto, posto dimenticato da Dio ma non dai servizi segreti. Ora si dice che via Gradoli fosse frequentata da tutti i politici, calciatori e gente di spettacolo di Roma. E’ la stessa via nella quale il 18 Marzo 1978 alcuni agenti della Polizia si presentarono, avendo ricevuto una soffiata sulla presenza in un appartamento, a due giorni dal sequestro di Aldo Moro, di un covo delle Brigate Rosse. Squillarono, nessuno apri’. Interrogarono i vicini. Quelli dissero che l’appartamento era sospetto. Gli agenti non pensarono di fare irruzione. Ripartirono e nel rapporto scrissero il contrario di quello che i vicini avevano detto: l’occupante dell’appartamento era un tipo tranquillo. Dietro quella porta si nascondeva Mario Moretti, poi condannato a sei ergastoli. Proprio un tipo tranquillo. Curiosa, la coincidenza.

Blog libre de Bruxelles

November 1, 2009
[…] nessun popolo smette di fare figli perché non ha soldi (altrimenti gli italiani sarebbero estinti da secoli). Smette perché non crede più nel futuro.